Cafonal chic
Io certi retroscena li conosco, perché conosco quei posti da una vita. A voi, in foto o in video, certi vicoletti sembrano piccoli presepi imbalsamati, per me sanno di inciucio, ripicca e sciarr’ a morte!
C’era una volta e c’è ancora un vecchio professore di latino e greco. Credo oggi abbia più di novant’anni e sono sicura che ancora dia ripetizioni di latino agli studenti del paesello. Latino, il greco no (”perché non me lo ricordo più tanto bene e non voglio fare brutte figure. Da me vengono anche universitari”). Il piccolo Clemente andava a ripetizioni dal vecchio professore. Il papà del piccolo Clemente si raccomandò tanto perché il vecchio professore prendesse sotto la sua ala il piccolo Clemente. Due giorni, poi il professore lo mandò via: “E’ un ignorante”. E fu anche l’unico, il vecchio professore, a non inorridire diversi anni fa quando il piccolo Clemente ormai sottosegretario alla Difesa ebbe a dire, in un’occasione pubblica, che l’Italia non poteva tollerare “Questa spada di Brenno!”. Il vecchio professore commentò sconsolato “in capo te la dovevo dare la spada di Brenno!”. Ma in fondo in fondo un vecchio professore cosa può contare?! Perché il piccolo Clemente ci ha sempre provato a dimostrare al vecchio professore che le sue valutazioni erano del tutto sbagliate. Andò a trovarlo quando fu eletto sindaco, quando divenne giornalista Rai, quando fu eletto deputato, e poi capo di un partito, e sottosegretario, e leader… Ma la risposta del vecchio professore seduto davanti all’ingresso della sua casetta, a pochi passi dalla piazza, fu sempre la stessa: “Sei sempre un ignorante!”. Credo che il piccolo Clemente non se ne sia fatto mai una ragione. E deve aver giurato da piccolo: “Quando diventerò grande, glielo farò vedere io chi sono”. Ed è stato di parola, forse per la prima volta. Infatti il vecchio professore, ancora vivo, ancora insegnante di latino per scelta, ancora lucido e ancora convinto dei suoi giudizi, ha qualche difficoltà a camminare: “Alla mia età cominciano gli acciacchi”. Sta però sempre seduto davanti all’ingresso della sua casetta sulla strada che porta alla piazza. Sta lì, prende il fresco e guarda chi passa. E il piccolo Clemente ieri gliel’ha fatto vedere quanta gente importante conosce.

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