Taurasi, la fortezza dei vini
Acciaio e cristallo, pietre e tufo; poi il cotto, gli arazzi, gli arredi d’epoca, il pianoforte a coda, i giochi di luce. Un misto armonioso ed elegante di passato e presente. Se fosse una residenza, occuperebbe la copertina patinata di una rivista di stile e design, categoria extra lusso. Invece è un castello, dell’entroterra depresso, di un comune che fino a pochi anni fa era conosciuto solo per il suo vino.
Visitare il castello di Taurasi significa sgranare gli occhi, meravigliarsi di continuo per quegli angoli ricavati con gusto, per quegli interventi che hanno puntato al recupero di ciò che esisteva e non è andato perso, fino alle fondamenta, dove all’improvviso sono comparse scuderie, cisterne e strade romane.
Una sorpresa anche per gli addetti ai lavori, per gli amministratori, per tutti. Quelle scuderie hanno rivelato un qualcosa che si sapeva, ma che forse neanche era creduto fino in fondo. Quasi una leggenda la Taurasi latina. Invece era già lì con la strada che attraversava al porta principale lì dove poi è sorto il castello.
C’è una passerella in legno, adesso, e gli operai al lavoro. Il più è stato fatto e durante le manifestazioni al castello, è già possibile visitare gli scavi. “Sì ma la Soprintendenza ci sta bloccando un po’, noi ci stiamo attenendo alle indicazioni, ma sorgono sempre nuovi problemi”. Michele Porciello, assessore al patrimonio ne parla col tono di chi ha fretta di fare, di concludere, di racchiudere al più presto i tesori nel cristallo e andare avanti. “Perché qui è un continuo. Spunta sempre qualcosa di nuovo. La soprintendenza ci ha imposto di trasferire nel castello il museo eneolitico. Va bene, però ci prende troppe sale”. Quel castello dovrà ospitare l’enoteca regionale, le tipicità della gastronomia campana, sale di degustazioni, un centro congressi con sistema di videoconferenza e traduzione simultanea in cinque lingue, un ristorante di altissimo profilo e… “e non c’è più spazio!” per Franco De Angelis, consigliere con la delega all’enologia. Il rammarico dura un attimo, perché lo spazio verrà fuori dai tanti palazzi, casette, le torri e il convento dei padri Dominicani.
Nel castello tutto sembra pronto, preparato, ma manca ancora qualcosa. E quel qualcosa è dettato dai tempi della burocrazia. Nel 1999 l’acquisto dell’edificio privato dal comune. L’avvio di richieste di finanziamento. Il via libera. La ricerca di una ditta seria e affidabile, di architetti capaci. Si arriva al 2004. Partono i lavori. “Due anni, sono stati seri, ma gli siamo stati addosso”. Parla con orgoglio l’assessore che, chiavi alla mano, si improvvisa, custode, cicerone, economo e poi ammette: “Il comune non può gestire. Adesso tocca trovare un privato intelligente e capace, per lanciarlo e farne il polo di attrazione turistica che intendiamo”. “Dietro cospicua cauzione”, rimarca De Angelis: “Perché vogliamo delle garanzie”. C’è tutto l’orgoglio di una comunità, che ha cominciato a guardare al castello come alla buona occasione per fare di Taurasi un gioiello. Intorno al maniero una miriade di botteghe, che aspettano il flusso turistico per riportare l’artigianato lì dove è nato. Non solo vino, ma anche ferro battuto e ceramica.
L’atmosfera si vive già nei grandi eventi. A dicembre l’anteprima del Taurasi 2004. Ci sono già state la fiera enologica e poi le olimpiadi del vino. Quei saloni, arredati splendidamente con pezzi di antiquariato, cercati e scelti con cura, e linee moderne spinte e coraggiose, ospitano già le tante varietà del vino irpino. Una vetrina elegantissima pronta a trasformarsi nell’enoteca regionale. E non solo. Il salotto della degustazione, con le poltroncine in pelle, offre una vetrina sui tesori del castello: le cisterne ritrovate nelle fondamenta della fortezza sono a vista, protette da un cristallo. Si può stare seduti in poltrona, ballon alla mano, e immergersi nel passato. Anche la sala del ristorante è pronta, con i tavoli di cristallo e gli arazzi alle pareti. La cucina da ristorante, moderna e attrezzatissima, è ancora imballata. Ma l’apertura è prossima. Forse l’anteprima Taurasi di dicembre vedrà la sua inaugurazione.

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