Robbè… RSVP

Io rispondo e il luogo mi sembra adatto. Qui, dove i commenti sono chiusi. Chi vuole parlare con me, delle cose che scrivo su questo blog, semplicemente mi scrive. Rispondo, per quello che posso. E lo faccio con piacere. Ma scrivo qui, dove, se volessi, potresti rispondermi appunto con un mail che non sia il ciclostile della tua agenzia.
Hai costruito un gruppo su facebook. Grazie per l’invito. Il 24 febbraio lancerai il tuo nuovo sito, dove, udite udite, leggete leggete, ci sarà un indirizzo mail dove poter scriverti… direttamente.
Eppure il gruppo su facebook è gestito dalla tua agenzia. Anche i messaggi che partono dal tuo account sono firmati dalla tua agente. Il sito ovviamente sarà una vetrina per il Gomorratour lanciato anche su Youtube. Hai chiesto in giro filmatini del tuo libro che doveva entrare nel video da sinistra e uscire da destra. O forse il contrario, non ricordo bene. Mi ricorda lo spottone di Gmail…
Una nota Ansa di poco fa annuncia l’avvio entro fine mese il tuo sito. Non c’è indirizzo, ma è facile, per chi smanetta un po’, trovarlo.
Bene, grazie. Auguri.
La tua mail e un numero di cellulare, che immagino non sarà più quello di un paio di anni fa, ce li ho già. Ai tuoi agenti cosa dovrei dire? dello schifo che si annusa, che si respira, che si sente e che si vede in Campania. Penso di sì, magari per trovare un altro pezzullo su Repubblica o su L’Espesso, dove le foto a corredo non saranno sull’oggetto del racconto, ma il tuo solito volto corrucciato.
Ormai sei tu la notizia. Saviano dixit.
Non ci sono più le lettere dal fronte meridionale che pubblicavi su Nazioneindiana, ben prima che Mondadori facesse di te il “caso letterario”. Quanto mi sono incazzata per le disquisizioni da litblog sul “caso letterario”. Per chi ha avuto modo di attingere alle tue stesse fonti niente di nuovo, solo tutto rimesso assieme in modo organico e finalmente di modo che sfondasse questa maledetta cappa, questa capsula di gomma in cui viviamo, che nulla lascia trapelare e tutto riassorbe.
Ce l’ha fatta, mi dicevo, qualcuno finalmente c’è riuscito. Ora capiranno che la Campania è un’enorme cloaca. E tu non sai più cosa significa scrivere, dire delle cose per appagare quel minimo di coscienza che ti permette di dormire, guardarti allo specchio e tacitare un secondo, uno solo, per amor di dio, quella voce, sempre la stessa: “tanto non serve a niente”.
L’ultima delusione un paio di giorni fa, trovata in fondo al tuo pezzo su Repubblica. Una “c” di copy da agenzia.
Di Gomorra ho detto: compratelo, leggetelo, regalatelo, diffondetelo. Lo ripeto.
Ma il video su Youtube, le passeggiate su Facebook… basta. E penso sinceramente che tu non ne abbia alcun bisogno.

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