Neo neorealismo
Seduto accanto a me un tipo, gessatino grigio e calzino corto bianco, ricci neri, quarant’anni, l’accento bastardo, come il più bastardo miscuglio di dialetti che girano attorno al Vesuvio. Nella fila davanti, un gruppetto misto di ragazzi, tra i 16 e i 19 anni, vestiti alla uomini&donne, l’aria vissuta, la voglia di farsi notare dagli altri presenti. Chiassosi e sguaiati. Poche file più dietro tre ragazzi più composti ma più gradassi, quando le scene proiettate sembravano un’esagerazione. Il locale? ah sì, è quello che è stato costruito con i soldi che un professionista ricicla per conto di una famiglia.
Uscendo dal cinema, mia madre: “E’ tosto…”
Pensavo alla platea. “Cosa, mamma?”
“Gomorra! cos’altro?!”
“Ah, sì… il film”.
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