Il cinema blu

Non me la menate che era basso. I miei ricordi vanno a quei pomeriggi molli, quando la tv riempiva le ore non con cronachette misere e veline in salsa di acciuga. Allora c’erano i film, bianco e nero o con quei colori che spuntano solo dalla celluloide. Non c’era l’Hd. E tanto meglio, se le scene stavano tra quelle bande nere sopra e sotto, buone per piazzarci il logo del canale. Bianco e nero o a colori, che importava: tanto gli occhi si fanno trasparenti e limpidi o di quel blu che illumina anche le scene più cupe. Non era solo bello, era una faccia, era mille espressioni. Era Paul Newman; che se fosse oggi non avrebbe altra storia, se non una strada spianata e deserta. E invece, in quei pomeriggi molli, c’era da scegliere: Marlon Brando, David Niven, James Dean, Montgomery Clift.. e scusate se parlo solo di occhi azzurri. Che fossero in smocking, o jeans e giubotto di pelle, che fosse commedia brillante con le gonne larghe o il dramma dei baveri alzati, io mi ricorderò di quei pomeriggi molli quando compariva la scritta The end traballante, il leone salutava e dentro restava il desiderio che la storia continuasse in un altro posto, in un altro tempo.
***

  1. One Response to “Il cinema blu”

  2. By beppestarnazza on Nov 6, 2008 | Reply

    Capita che presti il tvcolor piccolo agli amici per la casa in campagna (che da noi sono trulli), non quello buono, quello del salotto. Che poi lo rimpiazzi con uno ancora più piccolo e a bianco e nero, da tenere per sentire solo le notizie del tiggì a mò di coperta per i rumori della masticazione a pranzo. Capita che poi quello a colori ci rimanga qualche mese fuori sede e che alla fine ti affezioni a quello a bianco e nero, tanto fa bene il suo lavoro e non importa vedere i colori della notizia. E che ci puoi vedere anche i film di Totò e Peppino de Filippo o Don Camillo e Peppone.
    Un saluto. Beppe S.

Post a Comment