Auschwitz non esiste
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A Giovanni viene spontaneo: “Please, a little bread”. Il mio inglese è da cani, lei mi guarda e però capisce. “Water”. Ho visto il tavolo, le sedie, le pareti grige e la stanza spoglia e gelida. Seduti per pochi minuti, dovevano ascoltare. Pochi minuti in cui un tedesco rovesciava accuse e quello di fronte […] |
